
Ma vedi io ti amo in un modo veramente incredibile.
Cerco di amare i tuoi gusti musicali, ti lascio l’ultimo pezzo di torta. Potrei saltare dalla montagna più alta se me lo chiedessi e ciò che mi porta a odiarti mi spinge ad amarti. Quindi prendi me. Scegli me. Ama me.
Cerco di amare i tuoi gusti musicali, ti lascio l’ultimo pezzo di torta. Potrei saltare dalla montagna più alta se me lo chiedessi e ciò che mi porta a odiarti mi spinge ad amarti. Quindi prendi me. Scegli me. Ama me.
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Grey’s Anatomy
(via allascopertadellestelle) |
My parents just don’t understand that I like being alone with my music, my books and my internet connection.
Happy birthday, Submarine!
One year ago today, was released the debut EP by Alex Turner. The EP consists of six original songs from the film Submarine (Richard Ayoade):
4. It’s Hard To Get Around The Wind
We are proud of you, Alex.
Tutt’a un tratto, mentre andavo verso l’atrio, ecco che mi tornò in testa la vecchia Jane Gallagher. Ce l’avevo nella testa, e non riuscivo a togliermela. Mi sedetti in quella poltrona color vomito nell’atrio e mi misi a pensare a lei […] Era una buffa ragazza, la vecchia Jane. Proprio bella, a rigor di termini, direi di no. Ma mi lasciava senza fiato. […] Non faceva che leggere, e leggeva libri molto buoni. Leggeva un sacco di poesie e compagnia bella. E’ stata l’unica persona all’infuori della mia famiglia alla quale abbia fatto vedere il guantone da baseball di Allie con tutte le poesie scritte sopra. Lei Allie non l’aveva mai conosciuto […] ma io gliene avevo parlato molto. La interessavano le cose di questo genere. […]
Mi ricordo, quel pomeriggio. E’ stata l’unica volta che io e la vecchia Jane c’è mancato poco che ci mettessimo a filare insieme, perfino. Era un sabato e veniva giù un acquazzone del diavolo, e io stavo a casa sua, nel portico – da loro c’era questo grande portico chiuso da tutte le parti. Stavamo giocando a dama. Ogni tanto capitava che la prendevo in giro perché non voleva mai muovere le sue dame dall’ultima fila. Ma non la prendevo molto in giro, però. Con Jane non si aveva tanta voglia di prenderla troppo in giro. Io francamente trovo che mi piace di più quando alla prima occasione si può prendere in giro una ragazza da lasciarla secca, ma è una cosa buffa. Le ragazze che mi piacciono di più sono proprio quelle che non mi va mai molto di prendere in giro. Certe volte penso che a loro piacerebbe di essere prese in giro – anzi, so che gli piace – ma uno come fa a cominciare, quando le conosce da un sacco di tempo e non l’ha mai fatto. Ad ogni modo, vi stavo dicendo di quel pomeriggio che Jane ed io c’è mancato poco che ci mettessimo a filare. Pioveva come Dio la mandava, e noi stavamo là nel portico di casa sua, quand’ecco che tutt’a un tratto viene fuori quella spugna del marito di sua madre e domanda a Jane se in casa c’erano sigarette. Non è che lo conoscessi proprio bene, per niente, ma aveva tutta l’aria del tipo che nemmeno ti parla, se non ti deve chiedere qualche cosa. Aveva un carattere schifoso. Ad ogni modo, lui le domandò se sapeva dove fossero le sigarette, e la vecchia Jane non gli rispose. Lui allora glielo domandò un’altra volta, ma Jane seguitò a non rispondere. Non alzò nemmeno gli occhi dalla scacchiera. Alla fine lui entrò in casa. Quando se ne fu andato, domandai a Jane che diavolo stava succedendo. E lei non rispose neanche a me! Faceva finta di essere tutta concentrata sulla mossa che stava per fare e via discorrendo. Poi, tutt’a un tratto, ecco quella lacrima che piomba giù sulla scacchiera. In una casella rossa – accidenti, la vedo ancora. Lei subito la strofinò via col dito. Non so perché, ma mi sentii tutto scombussolato. Allora andò a finire che mi avvicinai e la feci spostare sul dondolo per potermi sedere vicino a lei – mi sedetti praticamente sulle sue ginocchia, in realtà. Allora lei si mise a piangere sul serio e quando capii qualche cosa la stavo baciando a tutto spiano – dappertutto – gli occhi, il naso, la fronte, le sopracciglia e tutto quanto, le orecchie – tutto il viso tolta la bocca e via discorrendo. Lei non volle lasciarmi arrivare fino alla sua bocca. Ad ogni modo, è stata la volta che siamo stati proprio lì lì per fare tutto quanto. Dopo un poco lei si alzò ed entrò in casa a mettersi quel golf bianco e rosso che mi lasciava senza fiato, e ce ne andammo a uno stramaledetto cinema.[…] Non ho mai saputo che diavolo le fosse preso. A certe ragazze, praticamente, non sapete mai che cosa gli prende.
Non mettetevi in testa che Jane fosse un accidente di ghiacciolo o che so io, solo perchè non abbiamo mai fatto all’amore insieme e nemmeno pomiciato un poco. Non lo era. Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un’altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione nè farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltano che eri felice. E lo eri davvero.
Un’altra cosa che mi è appena tornata in mente. Una volta, in quel cinema, Jane ha fatto una cosa che per poco non mi lasciava secco. Stavano dando il cinegiornale o qualcosa del genere, e tutt’a un tratto mi sono sentito una mano sulla nuca, ed era la mano di Jane. Che cosa buffa, quella. Voglio dire, lei era giovanissima e via discorrendo, e se vedete una ragazza che mette la mano sulla nuca di qualcuno, sono sempre quasi tutte sui venticinque o i trent’anni, e di solito lo fanno ai loro mariti o ai loro bambini – io per esempio lo faccio alla mia sorellina Phoebe, ogni tanto. Ma se lo fa una ragazza giovanissima eccetera eccetera, è così carino che rischi di restarci secco.
Ad ogni modo, ecco a che cosa pensavo mentre me ne stavo seduto in quella poltrona color vomito nell’atrio. La vecchia Jane.
Mi ricordo, quel pomeriggio. E’ stata l’unica volta che io e la vecchia Jane c’è mancato poco che ci mettessimo a filare insieme, perfino. Era un sabato e veniva giù un acquazzone del diavolo, e io stavo a casa sua, nel portico – da loro c’era questo grande portico chiuso da tutte le parti. Stavamo giocando a dama. Ogni tanto capitava che la prendevo in giro perché non voleva mai muovere le sue dame dall’ultima fila. Ma non la prendevo molto in giro, però. Con Jane non si aveva tanta voglia di prenderla troppo in giro. Io francamente trovo che mi piace di più quando alla prima occasione si può prendere in giro una ragazza da lasciarla secca, ma è una cosa buffa. Le ragazze che mi piacciono di più sono proprio quelle che non mi va mai molto di prendere in giro. Certe volte penso che a loro piacerebbe di essere prese in giro – anzi, so che gli piace – ma uno come fa a cominciare, quando le conosce da un sacco di tempo e non l’ha mai fatto. Ad ogni modo, vi stavo dicendo di quel pomeriggio che Jane ed io c’è mancato poco che ci mettessimo a filare. Pioveva come Dio la mandava, e noi stavamo là nel portico di casa sua, quand’ecco che tutt’a un tratto viene fuori quella spugna del marito di sua madre e domanda a Jane se in casa c’erano sigarette. Non è che lo conoscessi proprio bene, per niente, ma aveva tutta l’aria del tipo che nemmeno ti parla, se non ti deve chiedere qualche cosa. Aveva un carattere schifoso. Ad ogni modo, lui le domandò se sapeva dove fossero le sigarette, e la vecchia Jane non gli rispose. Lui allora glielo domandò un’altra volta, ma Jane seguitò a non rispondere. Non alzò nemmeno gli occhi dalla scacchiera. Alla fine lui entrò in casa. Quando se ne fu andato, domandai a Jane che diavolo stava succedendo. E lei non rispose neanche a me! Faceva finta di essere tutta concentrata sulla mossa che stava per fare e via discorrendo. Poi, tutt’a un tratto, ecco quella lacrima che piomba giù sulla scacchiera. In una casella rossa – accidenti, la vedo ancora. Lei subito la strofinò via col dito. Non so perché, ma mi sentii tutto scombussolato. Allora andò a finire che mi avvicinai e la feci spostare sul dondolo per potermi sedere vicino a lei – mi sedetti praticamente sulle sue ginocchia, in realtà. Allora lei si mise a piangere sul serio e quando capii qualche cosa la stavo baciando a tutto spiano – dappertutto – gli occhi, il naso, la fronte, le sopracciglia e tutto quanto, le orecchie – tutto il viso tolta la bocca e via discorrendo. Lei non volle lasciarmi arrivare fino alla sua bocca. Ad ogni modo, è stata la volta che siamo stati proprio lì lì per fare tutto quanto. Dopo un poco lei si alzò ed entrò in casa a mettersi quel golf bianco e rosso che mi lasciava senza fiato, e ce ne andammo a uno stramaledetto cinema.[…] Non ho mai saputo che diavolo le fosse preso. A certe ragazze, praticamente, non sapete mai che cosa gli prende.
Non mettetevi in testa che Jane fosse un accidente di ghiacciolo o che so io, solo perchè non abbiamo mai fatto all’amore insieme e nemmeno pomiciato un poco. Non lo era. Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un’altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione nè farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltano che eri felice. E lo eri davvero.
Un’altra cosa che mi è appena tornata in mente. Una volta, in quel cinema, Jane ha fatto una cosa che per poco non mi lasciava secco. Stavano dando il cinegiornale o qualcosa del genere, e tutt’a un tratto mi sono sentito una mano sulla nuca, ed era la mano di Jane. Che cosa buffa, quella. Voglio dire, lei era giovanissima e via discorrendo, e se vedete una ragazza che mette la mano sulla nuca di qualcuno, sono sempre quasi tutte sui venticinque o i trent’anni, e di solito lo fanno ai loro mariti o ai loro bambini – io per esempio lo faccio alla mia sorellina Phoebe, ogni tanto. Ma se lo fa una ragazza giovanissima eccetera eccetera, è così carino che rischi di restarci secco.
Ad ogni modo, ecco a che cosa pensavo mentre me ne stavo seduto in quella poltrona color vomito nell’atrio. La vecchia Jane.
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| — | J.D. Salinger, Il Giovane Holden (via unseasonal) |





